Mattina, sveglia alle 7:30 (e io che ero adata a dormire alle 2 di notte e passa) ancora insonne, vado a prepararmi, perché proprio quel santo giorno alle 8:15 si tenevano gli esami del patentino per quelli che avevano già compiuto 14 anni. Preparatami in largo anticipo ( e non sapendo cosa fare) mi sono andata a ripassare ogni segnale stradale, regola e giri di parola che usavano nel libro che la scuola mi aveva prestato. Alle otto e quindici esatte mi ritrovo davanti al liceo scentifico, dove si sarebbero dovuti tenere gli esami, appena messo piede dentro, è stato come se il mio cervello avesse fatto come "reset" e avesse cancellato tutto ciò che avevo imparato in un anno di preparazione, dalle lezioni dopo la scuola, all'ultimo ripasso di poco fa. Mia mamma mi chiarisce per la quattrocentomillesima volta che anche se risultassi promossa, il motorino non me lo comprava lo stesso, che poi a sedici anni mi avrebbe comprato, come la descrivavamo io e una mia amica "la macchina chuwingum" (spero che si scrivi così XP) perchè come si accartoccia la tipica macchinina dei sedicienni allo schianto... manco una lattina di cocacola*, alla fine, e prima che ci chiamassero all'appello per essere "smistati "nelle camere, una vocina mi entrata in testa "ma allora, a cosa a fare me lo sto facendo fare il patentino??" "Perché sono qui?" Com'è finita? che alla fine il patentino non me lo sono preso. E' incredibile di quanto la convinzione possa malipolare il nostro cervello, bisogna credere nelle cose per superarle....
giovedì 9 luglio 2009
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